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Libia

L’economia libica: agricoltura in Libia.

Libia in pillole

Il petrolio rappresenta la principale fonte di ricchezza del Paese, che oggi vanta un elevato reddito, ma che sino alla metà degli anni Cinquanta era uno dei più poveri del mondo.

La Libia aveva allora un’economia tradizionalmente fondata su un’agricoltura e un allevamento molto modesti, e in pratica dipendeva dagli aiuti esteri e dalle entrate valutarie connesse alla presenza delle basi militari britanniche e statunitensi

La popolazione contadina si concentra per l’assoluta maggioranza in Tripolitania, dove più estesi sono i suoli coltivabili; tuttavia nell’intero Paese l’arativo copre appena il 3,4% della superficie nazionale. Ma le possibilità di sfruttamento sono senza dubbio maggiori; si calcola che un’altra decina di milioni di ha potrebbe essere utilizzata sia per l’agricoltura sia soprattutto per l’allevamento. Con la collaborazione della Corea la Libia sta ultimando un acquedotto che sarà in grado di portare 5 milioni di m3 d’acqua al giorno alle zone di sviluppo agricolo e alle città della costa mediterranea.

Dal punto di vista agricolo si riconoscono tre distinte fasce, ben marcate soprattutto in Tripolitania. Nelle piane costiere prevalgono le coltivazioni irrigue che danno vita ai suani , giardini ombreggiati da palme, dove si ricavano ortaggi e legumi. Sulle pendici dei monti che dominano la costa si ritrovano le colture asciutte con piccoli campi di cereali, oltre alla vite e all’olivo. Più internamente, sui rilievi e sui primi altopiani, c’è il predeserto, dove si coltivano l’alfa e lo sparto, utilizzati per l’estrazione della cellulosa, ma da cui si ottengono anche fibre per stuoie e cordami; nelle stesse zone pascolano ovini e caprini. Nelle aree desertiche interne sono possibili soltanto l’agricoltura oasica, con colture irrigue all’ombra delle palme da dattero, e la pastorizia nomade su vasti spazi

Le produzioni sono abbastanza varie. Tra i cereali il primo posto spetta al frumento e all’orzo, mentre tra le colture orticole ben rappresentati sono i pomodori, le cipolle e le patate. Pianta caratteristica delle oasi e dei suani della Gefara è la palma da dattero; negli stessi suani si coltivano il tabacco, molto pregiato, la henna , utilizzata nella preparazione delle tinture e delle materie concianti, e gli agrumi. Delle colture legnose mediterranee le più importanti sono l’olivo, diffuso in belle piantagioni soprattutto in Tripolitania, e la vite; si coltivano inoltre arachidi e ricino
L’allevamento è per antica tradizione fondato sul pascolo nomade di ovini e caprini; però nelle zone di pianura vicine ai centri costieri si allevano anche i bovini. Cammelli, cavalli e asini rappresentano i tradizionali animali da lavoro; volatili da cortile sono presenti in tutti i villaggi. La pesca fornisce un discreto quantitiativo di pesce: lungo le coste della Cirenaica si effettua altresì la raccolta delle spugne

Mercato di destinazione per l'export italiano

Mercato di destinazione dell’export Italiano in Medio Oriente e Nord Africa

Incremento potenziale dell'export italiano entro il 2020 (€)

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Import Italiano 2016

Settore primario

L’allevamento è per antica tradizione fondato sul pascolo nomade di ovini e caprini; però nelle zone di pianura vicine ai centri costieri si allevano anche i bovini. Cammelli, cavalli e asini rappresentano i tradizionali animali da lavoro; volatili da cortile sono presenti in tutti i villaggi. La pesca fornisce un discreto quantitiativo di pesce: lungo le coste della Cirenaica si effettua altresì la raccolta delle spugne

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